Il digiuno come risorsa. Dr. Massimo Melelli Roia

… Il digiuno fa paura. Evoca in noi antichi spettri, immagini angosciose di lotte per la sopravvivenza… … Si puó ragionevolmente affermare che il corpo umano sia progettato apposta per far fronte a periodo anche lunghi di astensione dal cibo: non si potrebbe infatti, spiegare la sopravvivenza dell’uomo primitivo in un contesto ambientale in cui la disponibilità di cibo era assolutamente casuale e saltuaria… …Persa nel tempo la valenza fisiologica e spirituale del digiuno, la società contemporanea ha instillato in noi l’idea che digiunare sia qualcosa di terribile, di punitivo, di improponibile e ogni giorno ci bombarda con messaggi che hanno fatto diventare l’atto semplice di alimentarsi un qualcosa di artificioso, complicato e spesso dannoso…. … La persona che digiuna si cura e allo stesso tempo prende in mano la propria salute, sceglie di non considerare il corpo come una macchina che solo il meccanico puó riparare, ma fa affidamento sul potere di autoguarigione di cui l’organismo è dotato. Si tratta di un approccio globale, potremmo dire integrato od olistico, perché cura contemporaneamente il corpo, la mente e lo spirito, valorizzando l’essere umano nel suo insieme e concependolo come una unità indissolubile… … Dagli studi e dalle conoscenze sul digiuno che sono arrivati fino a noi emerge senza ombra di dubbio che esso é il metodo per eccellenza per garantire al nostro organismo una radicale disintossicazione, che favorisce la rigenerazione e il ringiovanimento, rafforza le funzioni organiche e attiva il sistema immunitario, effetti che si protraggono a lungo e che si rinnova ogni volta che si ripete la pratica. Digiunando si cessa di apportare alimenti al corpo ed esso...

L’origine della separazione tra corpo e mente. Dr. Claudio Pagliara

Ogni essere umano ha dentro di sè un’energia più grande e sorprendente dell’energia scoperta dai fisici nell’atomo, e sono anche pienamente convinto che una parte importante di questa energia si può imparare a liberala ed a controllarla attraverso la conoscenze e la consapevolezza dello strettissimo rapporto fra la mente ed il corpo. Mente e corpo sono due facce inseparabili della stessa medaglia. Se ancora attualmente uno dei più grossi errori della medicina, nella prevenzione, diagnosi e cura delle malattie, è il trascurare l’anima è perchè ci sono profonde motivazioni storiche che lo hanno determinato. Una di queste è sicuramente legata alla dialettica storica dello sviluppo scientifico in rapporto al potere della Chiesa. Mi limiterò in questa occasione a Cartesio, ritenuto da molti il fondatore della filosofia moderna . Siamo nel 1600, periodo in cui si sviluppa il metodo scientifico, grazie soprattutto a Galileo galilei. Cartesio, per una forma di autocensura, più o meno consapevole, ricordiamoci che esistevano i tribunali dell’Inquisizione di cui era stato vittima anche lo stesso Galileo, pone le basi per la nascita di una medicina senza anima. Vediamo di capire il compromesso fra le forze in campo in quel periodo storico. Cartesio afferma che nel mondo esistono due diverse forme di realtà: la res cogitans e la res extensa. La res cogitans, la cui essenza è l’anima, il pensiero, e che non occupa spazio fisico e non può, quindi, essere divisa in parti più piccole. La res extensa è costituita dalla materia, questa occupa spazio e può essere divisa in parti più piccole, ma non è cosciente. Le leggi della natura erano applicabili solo alla res...

Due sedute di yoga alla settimana: giù la pressione alta

A un importante congresso americano hanno appena presentato uno studio che comprova l’efficacia dello Yoga contro l’ipertensione.  La pressione normale si attesta su 120/80 (mmHg). Molte persone scoprono che i loro valori sono leggermente superiori (ad esempio 130-83). Non è un’ipertensione grave, ma può peggiorare nel tempo e comunque aumenta il rischio cardiovascolare. Che facciamo? Lo studio, presentato da Debbie Cohen della University of Pennsylvania mostra che lo Yoga può riportare i valori pressori alla normalità. I pazienti avevano proprio quel tipo di ipertensione lieve, con valori comunque superiori a 120/80. Sono bastate 2-3 sedute di Yoga alla settimana e anche dopo 6 mesi la pressione risultava normalizzata. E’ regredita e questo è il modo migliore per impedire che il disturbo progredisca. Secondo la Cohen questo importante beneficio è espressione del fatto che lo Yoga lavora anche sulla mente. Induce rilassamento e mindfulness con effetti importanti sul piano corporeo. Il controllo della pressione arteriosa, insomma, migliora quando riusciamo a lavorare globalmente sulla nostra persona, sul piano fisico e mentale. E lo Yoga, secondo la ricercatrice, riesce a fare questo. Che poi lo Yoga induca importanti effetti positivi sulla salute, è vero su più fronti e già documentato. Vediamo meglio lo studio: In questo messaggio non ci occupiamo di filosofia e spiritualità yoga ma solo di un aspetto strettamente medico. I pazienti avevano un piccolo problema di pressione alta, per il resto erano sani e nessuno aveva mai praticato Yoga. Una parte è stata trattata con lo Yoga, una parte con un programma specifico che prevedeva una dieta ad hoc, la riduzione del peso corporeo e tante camminate. Quest’ultima strategia è quanto...

Dolore e piacere: le forze che plasmano la vita. Antony Robbins

“… gli esseri umani non sono creature che agiscono a caso; tutto quello che facciamo è determinato da un motivo. Forse non ne siamo consapevoli, ma dietro ogni comportamento umano c’è sicuramente un’unica forza motrice…Questa forza investe tutti gli aspetti della nostra vita, dalle relazioni sentimentali alle finanze, al nostro corpo e al nostro cervello. Che cos’è questa forza che ci sta controllando in questo momento e continuerà a farlo per il resto della vita? Dolore e piacere! Tutto quello che voi ed io facciamo, lo facciamo o per il bisogno di evitare un dolore o per il desiderio di procurarci un piacere… Anche se vorremmo negarlo, resta il fatto che a guidare il nostro comportamento è la reazione istintiva al piacere e al dolore, non il calcolo razionale. Razionalmente possiamo anche pensare che mangiare cioccolata ci faccia male, però la mangiamo ugualmente. Perchè? Perchè non siamo guidati tanto da quello che sappiamo razionalmente, quanto da quello che abbiamo imparato ad associare con il piacere e con il dolore nel nostro sistema nervoso. Sono le nostre neuro associazioni, le associazioni cha abbiamo stabilito nel nostro sistema nervoso, a determinare quello che facciamo. Anche se ci piacerebbe pensare che è la nostra mente a guidarci, spesso sono le emozioni, le sensazioni che associamo alle nostre idee, a guidarci realmente. A volte cerchiamo di scavalcare il sistema. Per un po‘ ci atteniamo a una dieta. Ci siamo finalmente decisi a saltare la barricata perchè soffriamo troppo. Avremmo così risolto il problema, per il momento, ma, se non eliminiamo la causa del problema, esso si ripresenterà quanto prima. In definitiva, perchè un...

Medicina e chimica: un punto di vista. Dr. Massimo Melleli Roia

Il metodo scientifico occidentale affonda le radici nella filosofia greca, mantiene vitali tali radici attraverso il periodo romano e il medioevo per poi fiorire in tutto il suo rigore con Galileo. Figlio diretto del metodo scientifico è l’approccio chimico della medicina occidentale. Per quale ragione? Secondo i dettami della scienza é necessario che una teoria, per essere accettata, possa essere trasformata in numeri, quantità misurabili. L’oggetto dell indagine deve poter  essere conosciuta fin nei minimi dettagli e deve poter essere rappresentato con formula matematiche. La scienza di base che piu si presta a questo tipo di procedimento é la chimica: questa infatti si occupa di materia ben visibile, misurabile, e i suoi esperimenti sono facilmente riproducibili. Questa è la ragione per cui la biologia ha assunto la chimica, ben più della fisica, come scienza fondamentale e, come ovvia conseguenza, la farmacologia si é imposta come approccio terapeutico principale in medicina (escludendo ovviamente la chirurgia). L’epistemologia dell’approccio farmacologico si é estesa a tutta la visione dell’uomo spianando la strada alla visione meccanicistica-riduzionista che riconduce alla molecola il principio di funzionamento fondamentale dell’animale visto come una macchina chimica. Va comunque riconosciuto un grande merito allo sviluppo della farmacologia: grazie ad essa molte persone sono state salvate da morte precoci e molti dolori sono stati alleviati. Tuttavia, come qualsiasi altro possibile approccio, la chimica offre vantaggi ma anche limiti. Un problema si é però sviluppato a causa del bisogno di potere insito nella natura umana, che ha teso a presentare la farmacologia come uno strumento di guarigione formidabile, potentissimo e i cui effetti collaterali potevano essere considerati molto secondari rispetto agli immensi...
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