Copernico, Galilei, Giordano Bruno: stessa teoria tre destini

Copernico fu il primo studioso a sostenere la teoria eliocentrica che contrastava con l’ideologia della chiesa ma non subì la stessa sorte di Giordano Bruno (1548-1600) condannato al rogo, e di Galileo Galilei (1564-1642) costretto a ritrattare e questo sembra essere prettamente per una motivazione di natura storica: non era stata ancora istituita la Santa Inquisizione. Copernico adduce come elementi che potevano rendere più valida la sua teoria il fatto che anche altri grandi del passato come Cicerone, Plutarco e i pitagorici l’avessero appoggiata.
Le tesi sostenute da Copernico e riprese da Galilei sono le seguenti:
1. il mondo è sferico
2. la terra è sferica
3. la terra e l’acqua formano un’unica sfera
4. il moto dei copri celesti è uniforme, circolare e perpetuo
5. la terra si muove in un’orbita circolare attorno al sole
6. la terra ruota anche attorno al suo asse
7. l’universo è finito e incommensurabilmente più grande della terra

Niccolò Copernico (1473-1543) fu un astronomo polacco famoso per aver portato all’affermazione la teoria eliocentrica. Fu anche un canonico, un giurista, un governatore, un astrologo e un medico.  La sua teoria – che propone il Sole al centro del sistema di orbite dei pianeti componenti il sistema solare – riprende quella greca di Aristarco di Samo dell’eliocentrismo, la teoria opposta al geocentrismo, che voleva invece la Terra al centro del sistema. Merito suo non è dunque l’idea, già espressa dai greci, ma la sua rigorosa dimostrazione tramite procedimenti di carattere matematico.

Il nome Galileo Galilei è associato a importanti contributi in dinamica[1] e in astronomia – fra cui il perfezionamento del telescopio, che gli permise importanti osservazioni astronomiche[2] – e all’introduzione del metodo scientifico (detto spesso metodo galileiano o metodo scientifico sperimentale). Di primaria importanza furono il suo ruolo nella rivoluzione astronomica e il suo sostegno al sistema eliocentrico e alla teoria copernicana.  Sospettato di eresia e accusato di voler sovvertire la filosofia naturale aristotelica e le Sacre Scritture, Galileo fu processato e condannato dal Sant’Uffizio,[3] nonché costretto,  il 22 giugno 1633, all’abiura delle sue concezioni astronomiche e al confino nella propria villa di Arcetri. Solo 359 anni dopo, il 31 ottobre 1992, papa Giovanni Paolo II, alla sessione plenaria della Pontificia Accademia delle scienze, ha dichiarato riconosciuti “gli errori commessi”.

Giordano Bruno  (1548-1600) è stato un grande filosofo, scrittore e frate domenicano italiano.

N.d.A: in passato  filosofi, matematici, fisici e altri studiosi  avanti rispetto alla comune cultura della loro epoca sono stati derisi o perseguitati o uccisi per le loro idee. E’ possibile che molte idee odierne sulla moderna medicina non ancora dimostrate vengano accantonate come ciarlatanerie quando invece possono contenere il seme della futura verità?

Libro: Con Galileo oltre Galileo