VARICI

Secondo stime recenti, si calcola che ogni anno oltre un milione di persone si sottoponga ad intervento chirurgico di stripping per problemi di vene varicose degli arti inferiori; in effetti 1 persona su 2, dai 50 anni in su, ne risulta affetta, con un coinvolgimento globale di circa il 25% della popolazione adulta.Tuttavia, nonostante la sintomatologia fastidiosa e spesso dolorosa, e l’evidente inestetismo lamentato in particolare dal sesso femminile, sono ancora molti coloro che preferiscono evitare il trattamento chirurgico. Le possibili scelte.

Trattamento conservativo
Comporta una sostanziale convivenza con i disturbi associati alla presenza di vene varicose degli arti inferiori, che può essere alleviata indossando costantemente calze o collant elastici di adeguata capacità compressiva.

Trattamento chirurgico
Si tratta del famoso “stripping” che, eseguito con varie tecniche, consente di asportare la vena Grande Safena. E’ ancora il tipo di intervento utilizzato con maggior frequenza: si pratica un’incisione a livello inguinale per isolare, legare e sezionare la Safena, che verrà poi fatta fuoriuscire sotto il ginocchio o alla caviglia attraverso un’altra piccola incisione.

Comporta un certo grado di traumatismo dei tessuti e la comparsa di ematomi, prevalentemente sulla coscia. Sono possibili eventuali dolori o bruciori di media entità s che spariscono con il tempo (circa 2-3 sett) e l’assunzione di antinfiammatori. Sono possibili zone di insensibilità della pelle, che ritorneranno normali dopo alcuni mesi, e il colore scuro della pelle e delle cicatrici nella zona trattata che in genere sparisce dopo circa due mesi.

In linea generale, nella maggioranza dei casi dei casi il primo intervento di stripping è risolutivo, anche c’è un 30% di casi in cui è necessario intervenire di nuovo.

Trattamenti mini-invasivi:
– Scleroterapia ecoguidata (ecosclerosi). Un liquido sotto forma di schiuma, viene iniettato nella vena, seguito dall’applicazione di una forte compressione. Si tratta di una valida procedura per vene di piccole dimensioni, soprattutto a scopo estetico, ma assai meno efficace nel trattamento dell’insufficienza valvolare della Grande Safena. Sono possibili disturbi derivanti da sovradosaggio o da reazioni allergiche al farmaco.

– Laser endovascolare
Si tratta di una procedura innovativa mini-invasiva per il trattamento dell’insufficienza valvolare della Grande Safena mediante una fibra Laser endovascolare. L’intervento è di tipo ambulatoriale, non richiedendo cioè alcun ricovero, può essere eseguito in anestesia locale, non lascia cicatrici e consente l’immediato rientro a casa.

Al momento sono ancora pochi i centri italiani presso i quali sia possibile avvalersi di questa tecnologia, che ha tuttavia le potenzialità per diventare il trattamento di scelta per le varici degli arti inferiori.

Nota dell’autrice: Attualmente a detta di molti chirurghi vascolari è possibile utilizzare tecniche mininvasive (laser e sclero) nel 80-90% della varici, quindi prima di procedere all’intervento tradizionale chirurgico di stripping è consigliabile vedere più di uno specialista. Esiste inoltre la possibilità oggi di trattare con il laser anche le vene collaterali e le vene “perforanti” ma ancora pochi centri lo fanno. Qui di seguito i nomi di alcuni medici e i trattamenti che offrono.

Dr Giulio Andolfato  Ambulatorio Via Sacile 23  –  331OO Udine  –  Tel  0432 509373  –  Responsabile del Modulo di Diagnostica Doppler e Ultrasuoni – Ospedale di Udine Chirurgia Vascolare

 

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