Metodo Feldenkrais

Il Metodo Feldenkrais è un valido supporto per chi soffre di mal di schiena, dolori cervicali, artrosi, ecc. o per tutte quelle persone che, a causa di traumi o disturbi neurologici, hanno limitazioni nelle capacità motorie e percettive. Inoltre, trattandosi di un’attività che infonde uno stato di benessere, è utile per ridurre lo stress emotivo e fisico. Il Metodo Feldenkrais aiuta anche a incrementare le prestazioni fisiche nella pratica sportiva.  I movimenti risultano più fluidi e dinamici e si sperimenta una maggiore efficienza fisica e mentale perché aiuta a diventare più consapevoli del proprio corpo e del modo con cui ci si muove. feldenkrais2

Da un intervista a Dr. Feldenkrais “Esattamente. Il Feldenkrais è un modo di insegnare il movimento. Lavoro con persone che soffrono di limitazioni fisiche, come dolori cronici o problemi neurologici, o con persone che vogliono migliorare le loro prestazioni, come atleti,  attori o musicisti  Insegno anche dei corsi all’università nei programmi di educazione fisica.

Il solo esercizio non è sufficiente. L’idea che sta dietro l’esercizio è che noi non siamo forti abbastanza, che i nostri muscoli devono essere in migliori condizioni. Perciò un programma di esercizi è designato per incrementare la capacità di lavoro dei muscoli. Io penso che questo sia spesso un punto di vista che dà luogo a fraintendimenti, poiché i problemi di cui io mi occupo, – dolori cronici, difficoltà neurologiche, impedimenti nelle prestazioni – non hanno nulla a che fare con la forza che possediamo, tutti quei problemi devono avere a che fare con il modo in cui ci muoviamo in generale. Ritengo che si possa dire: sono interessato a insegnare alla gente a muoversi più intelligentemente, e non con più forza!”

Metodo Feldenkrais parte là dove la persona disabile è ancora in grado di compiere un movimento con facilità, fosse pure, questo movimento, solo quello di respirare. Il Metodo Feldenkrais considera e tratta il singolo individuo cercando di alleviare la sua sofferenza e di estendere e raffinare le sue abilità, dal suo punto di vista, cioè da come egli vede e sente i propri handicap o le limitazioni delle proprie abilità.

La scoperta di Feldenkrais fu che un’antica concezione orientale, in precedenza dissimulata nel mistero, fosse un principio neurologico inespresso, in grado di risolvere alcuni dei problemi più difficilmente trattabili del comportamento umano.

Questa scoperta, stavolta però, veniva effettuata da un fisico, che aveva 1) consapevolezza della gravità, 2) consapevolezza delle leggi della termodinamica, 3) consapevolezza dei modi in cui funzionano i sistemi elettrici, 4) consapevolezza di come costruire apparecchiature elettriche più complesse e, soprattutto, 5) una profonda consapevolezza di se stesso grazie agli anni di formazione nel jiu-jitsu e nello judo.

A questo punto non è affatto sorprendente che Feldenkrais abbia distillato le tecniche di educazione somatica dal suo insegnamento di gruppo (chiamate poi ‘Conoscersi attraverso il Movimento’) in una modalità quasi magicamente trasformatrice di lavoro diretto con gli individui (che avrebbe poi preso il nome di ‘Integrazione Funzionale’).

E il grado di sofisticazione implicato nell’Integrazione Funzionale è suggerito da ciò che esige una sua pratica efficace: perfetta conoscenza dell’anatomia e della fisiologia; precisa comprensione tridimensionale della kinesiologia; comprensione di base del sistema nervoso centrale e chiara distinzione delle sue funzioni in rapporto agli eventi che appartengono al sistema nervoso periferico; nozioni di psicologia e di fisiologia dello sviluppo; conoscenza del sistema dell’equilibrio e delle funzioni del movimento della testa nonché delle funzioni visive; conoscenza della meccanica della postura su due piedi; conoscenza della teoria dell’apprendimento e delle tecniche di rinforzo; conoscenza della corrispondenza fra consapevolezza soggettiva e funzioni sensorial-motorie; distinzione, nella consapevolezza, fra parti prossimali e distali del corpo e struttura della resistenza; capacità personale di equilibrio e di coordinazione dei propri movimenti e percezioni fino al punto di essere in grado di riflettere delicatamente, come in uno specchio, i movimenti dell’allievo apprendista; il senso di come utilizzare il tocco e il movimento in maniera educativa più che correttiva; possedere una consapevolezza personale della kinesiologia al punto da poter arrivare a sentire e tracciare una direzione di movimento con esattezza (è un’abilità che appartiene all’emisfero destro); essere a conoscenza dell’arte di focalizzare l’attenzione dell’allievo sul processo propriocettivo più che su obiettivi esterni; e ben altro ancora.

In campo medico, esistono  vaste zone che presentano problemi non diagnosticabili e non curabili, e altre dove invece è possibile fare una diagnosi ma le cure prescritte sono di scarso aiuto e permettono soltanto il mantenimento in vita. L’educazione accademica e scientifica è deliberatamente emisferico-sinistra: è la sua fierezza e il suo vanto. Ma ciò che un medico con una formazione emisferico-sinistra vede come indiagnosticabile e incurabile diventa spesso palesemente diagnosticabile e curabile per un “practitioner” che ha sviluppato le capacità dell’emisfero destro.

Con questo non si vuole sostenere che l’Integrazione Funzionale sia una forma alternativa della medicina. Infatti non lo è. Si tratta piuttosto di una nuova forma di educazione, fondata sul riconoscimento lucido, emisferico-destro, della plasticità dell’organismo umano. Anziché fare concorrenza alla medicina, l’Integrazione Funzionale getta una luce su quella tradizione medica che mette in risalto le zone innegabilmente adatte al miglioramento dell’uomo…”

a Trieste operatori:

  • DARIO MICHELAZZI –  V. GINNASTICA 15 – 34125 – TRIESTE     Tel: 040 660397     opera anche a Udine  http://www.michelazzidariofeldenkrais.com

  • MARTA MELUCCI  –  TRIESTE       TEL 340 7640301  –  martasinfo@gmail.com      Autrice del libro  Lezioni di metodo Feldenkrais. Per un’ecologia del movimento.