Sovrappeso e obesità

 

Nonostante il grado di malnutrizione esistente sul pianeta, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), l’obesità rappresenta uno dei principali problemi di salute pubblica nel mondo. Siamo infatti di fronte a una vera e propria epidemia globale, che si sta diffondendo in molti Paesi e che può causare, in assenza di un’azione immediata, problemi sanitari molto gravi nei prossimi anni.

obesitàL’ obesità è un fattore di rischio per la salute, tipica, anche se non esclusiva, delle società dette “del benessere”. Si definisce obeso un individuo la cui massa di tessuto adiposo sia eccessiva, con indice di massa corporea maggiore di 30, e sia in grado di essere causa o aggravante di malattie. Tra queste sono le disfunzioni cardiocircolatorie, il diabete, problemi alle articolazioni, ictus e la sindrome da apnea notturna. Dieta ipocalorica e movimento fisico possono aiutare nei casi meno gravi, ma per quelli più problematici si interviene anche con terapie farmacologiche, chirurgiche e psicologiche

L’obesità è legata a:

  1. condizioni genetiche
  2. fattori ambientali
  3. disfunzioni ormonali
  4. la psiche del paziente

dove spesso risiede la causa di questi disordini alimentari.  È quindi basilare un supporto psicologico o psichiatrico per curare questo fattore rischio, in eccesso invalidante [da Wikipendia]

Anni fa si credeva che l’obeso ingrassava per il semplice fatto di mangiare di più del normale, ma oggi si sa che il problema e molto più complesso. Molti obesi non mangiano più calorie di una persona con un peso normale, ma il loro organismo utilizza ed immagazzina le calorie in maniera diversa.

Si dice che antropometricamente una persona è obesa quando ha un 25% di grasso corporeo in più di quello che viene considerato normale, secondo il suo sesso e per l’età. Anni fa esisteva anche il mito di catalogare l’obeso in base al peso, un gravissimo errore. Oggi si sa che il peso totale non è un valore obbiettivo per classificare una persona, piuttosto va consideata la percentuale di massa grassa.

Cosa Fare?

Se vi trovate in una condizione di IMC o percentuale di grasso più alti del normale, la prima cosa da fare è accettare che esiste un problema. Solo riconoscendo razionalmente  e con maturità che esiste il problema si può arrivare ad una soluzione. Una volta accettato il fatto di essere obesi, bisogna chiedere aiuto a un professionista del settore, per ricevere la valutazione corretta del problema ed essere consigliati sulla miglior soluzione secondo il caso. Una scelta sbagliata non solo non porta una soluzione al problema, ma rischia di causare una frustrazione sempre maggiore. L’ideale non è fare una dieta miracolosa o seguire i consigli di amici e conoscenti, ma scegliere una soluzione seria e rivolgersi a un centro specializzato per essere valutati da uno specialista, un nutrizionista, uno psicologo e/o uno psichiatra per ricevere una consulenza professionale seria.

[1] http://www.alimentazione-salute.it/alimentazione/63

Cure Integrate e complementari.

Nota dell’autrice:

Nei siti internet, nella pubblicità, nelle riviste, amici e conoscenti, tutti suggeriscono soluzioni varie più o meno fattibili , ma sappiamo tutti che anche un semplice sovrappeso è molto difficile da riequilibrare.

Ci sono centinaia di proposte ma l’ostacolo principale sta proprio nelle nostre abitudini e nel nostro modo di pensare e di rapportarci alla vita. Cambiare questo è molto difficile. Quindi cosa fare?

Sicuramente farsi aiutare perchè è quasi impossibile “risolvere un problema con la stessa mente che l’ha creato” e abbiamo bisogno di qualcuno con un punto di vista diverso dal nostro che possa aiutarci a vedere le cose in un altro modo. Personalmente credo che qualunque problema di sovrappeso e obesità abbia bisogno prima di tutto di una seria terapia psico/emozionale/comportamentale: solo con una nuova consapevolezza del proprio modo di essere è possibile affrontare una qualunque terapia che non sia quella chirurgica la quale agisce prevalentemente sul corpo. Non deve essere uno sforzo di volontà, che si esaurisce alla prima difficoltà o comunque entro un periodo di tempo limitato, ma una presa di coscienza di cosa nascondiamo dietro all’essere grassi.   Visionate questo VIDEO  della Dr.ssa Erica Poli Medico Psichiatra e Psicoterapeuta 

Dal libro “La rinascita interiore” di dr. Raffaele Morelli  Psichiatra.  “Il cibo ha sempre avuto una valenza simbolica: il nutrirsi non è solo un gesto di sostentamento ma un rituale sociale che rinsalda i legami personali, famigliari e sociali. Ma oggi il cibo non ha più questo significato: il cibo è sempre più un surrogato per mettere a tacere “quello che non va”. E’ il grasso non è altro che l’energia che non sappiamo spendere, è creatività inespressa, l’eros che non sboccia, la femminilità repressa che diventa ritenzione e cellulite…  Se partiamo dal presupposto che siamo grassi perchè siamo in letargo e non siamo più capaci di essere noi stessi, la costrizione della dieta non porta a nessun risultato: il 79% delle persone che inizia una dieta fallisce (Riza Psicosomatica). Ed invece più del 70% di quelli che ci riescono dedica molto del tempo a informarsi sui trucchi psicologici per fermare la fame o per mangiare i cibi giusti. Un sistema può essere tenere un diario alimentare nel quale per almeno una settimana, si prenderà nota di tutti gli alimenti che si assumono. Sullo stesso quaderno si descriveranno anche i sentimenti, le emozioni che si sperimentano durante la giornata, in particolare nei momenti in cui si mangia.”

Digiuno

Per digiuno si intende un periodo di alcuni giorni nei quali ci si alimenta delle proprie riserve nutritive, bevendo al contempo almeno 3 litri di acqua oligominerale al giorno.
Tali riserve sono impropriamente chiamate “grasso” o “adipe”, ma questo non è esatto:
infatti le riserve nutritive di un individuo vanno ben oltre il grasso stesso, comprendendo sali minerali, vitamine, proteine e zuccheri.
Ad esempio, in ognuno di noi esistono riserve di vitamine del gruppo B che coprono il fabbisogno di svariati mesi.
Pertanto risulta chiaro, da quanto è stato appena detto, che chi si sottopone ad un digiuno, in realtà,
non è realmente a digiuno, ma sta semplicemente nutrendosi di cibo precedentemente accumulato e che non è stato in grado di smaltire a tempo debito. digiuno 3
In altri termini, durante il digiuno ci si alimenta con sostanze nutritive endogene, cioè interne al nostro organismo, invece di utilizzare cibo esogeno, cioè proveniente dall’esterno.
Inoltre, l’attenta lettura della fisiologia del digiuno dimostrerà che l’organismo umano ha una
capacità “innata” di adattarsi a questa condizione, anzi il digiuno costituisce per l’organismo un potentissimo alleato per guarire.
Chi non conosce il digiuno è convinto di una serie di luoghi comuni al riguardo, ad esempio il problema riguardante le proteine e i corpi chetonici.
Leggendo, invece, i documenti sugli “studi scientifici” e sulla “fisiologia del digiuno” vedremo che il
digiuno sfugge a qualsiasi regola prevedibile…

Potrete imbattervi, come è già accaduto, in nutrizionisti di gran nome che vi diranno, ad esempio, che il cervello ha bisogno di zuccheri e che l’organismo li può produrre solo utilizzando le proteine, non conoscendo, evidentemente, gli studi scientifici che dimostrano che il cervello è dotato di un complesso enzimatico in grado di trasformare in zuccheri gli scarti del grasso, cioè i corpi chetonici.

Qualcuno, sempre non conoscendo il digiuno, potrà dirvi che il peso che si perde è soprattutto acqua ma, anche in questo caso, l’esame della composizione corporea, effettuato prima e dopo il digiuno, dimostra che non solo l’acqua non si perde, ma che il digiuno produce una imponente “reidratazione cellulare”, la cui spiegazione è complessa ed evitiamo di darla in questa sede, ma che somiglia al processo di “osmosi inversa” che si utilizza per depurare le acque. Dr. S. Simeone medico che applica numerose tecniche di medicina complementare ed integrata. E’ uno dei maggiori esperti italiani di digiuno con numerosissimi successi ottenuti.   [4] /www.digiuno.it/index.php

La dieta metabolica

Il sovrappeso è spesso l’effetto di un disagio interiore dovuto alla necessità di affrontare lo “stress” della vita.
Da alcuni decenni gli scienziati hanno dimostrato che il problema del sovrappeso dipende dal fatto che l’Ipotalamo, la ghiandola che governa il peso, tende ad
“accumulare grasso per difesa” nei confronti di stati d’animo negativi, specialmente paura, ansia, rabbia, depressione, delusione, lutti…   Dr. S. Simeone    [3] http://www.broussais.it/index.htm

In alcune regioni d’Itali è presente l’Associazione onlus “ANDI” Associazione Nazionale Dimagrire Insieme che fin dal 1988 offre assistenza e aiuto a persone sovrappeso od obese che vogliono migliorare la loro condizione e salute.  www.andienonsolo.it

Cure Convenzionali:

Pallone intragastrico e chirurgia.

C’è chi nel cuore della notte svuota il frigorifero e chi s’ingozza di gelati e dolciumi. C’è l’appetito alla Obelix di chi si dedica a pasti d’abbondanza smisurata e l’ingordigia bulimica di chi ingurgita ogni cibo a portata di mano, salvo poi pentirsene e rimediare a suo modo. I chili esagerati sono uguali per tutti. Ma confondere tra loro i diversi tipi di obesi significa condannarli a una lotta senza speranza contro i chili di troppo, anche qualora decidano di ricorrere alla chirurgia, rimedio che in questi casi non ha niente a che vedere con la chirurgia estetica (ad esempio quella delle liposuzioni). Oggi l’obesità patologica, quella che mette a serissimo rischio la salute, si può infatti combattere anche in sala operatoria, grazie a interventi sempre più sofisticati. Ma ogni disturbo alimentare richiede il suo approccio chirurgico. E comunque pensare di sconfiggere un eccessivo sovrappeso solo a colpi di bisturi è una battaglia persa ben prima d’iniziare, perché mai come in questi casi l’approccio per riuscire deve unire più competenze e professionalità.

Parte da queste premesse Nicolò de Manzini, direttore della Chirurgia Generale di Cattinara, realtà che tra le sue specialità di punta conta proprio la chirurgia bariatrica, cioè gli interventi contro l’obesità. “Ogni anno – spiega il professor de Manzini – approdano alla nostra struttura almeno 150 nuovi casi, di cui l’80 per cento circa proviene da Trieste e dalla regione. Dal 2004 a oggi gli interventi realizzati sono 80 e per tutti l’approccio è stato di tipo multidisciplinare”.

Perché contro l’obesità il solo intervento non è sufficiente?

La persona obesa presenta un quadro clinico e comportamentale vasto e complesso. Non ci si può fare carico di questi problemi con la sola chirurgia. Anzi, può essere addirittura deleterio. La situazione va invece affrontata con un lavoro d’équipe, grazie all’apporto di professionalità diverse.

Qualche esempio?

Con noi collaborano anestesisti, psichiatri, nutrizionisti, gastroenterologi, radiologi, pneumologi, diabetologi. La persona deve infatti prepararsi con cura a un’operazione che modificherà in modo radicale il suo aspetto e il suo stile di vita. Prima dell’intervento vi sono dunque dei colloqui, viene lasciato un tempo di riflessione e solo a quel punto iniziano le consultazioni con gli specialisti e si decide il tipo d’intervento, a cui faranno seguito controlli e riabilitazione.

Quali tecniche utilizza il chirurgo contro l’obesità?

Non esiste un unico tipo d’operazione così come non esiste un unico tipo di obeso. La tecnica viene decisa in base alla tipologia del disturbo alimentare. Oggi gli interventi si suddividono in alcune grandi categorie. Ci sono quelli restrittivi, che provocano un senso di sazietà e impediscono così di mangiare troppo, di solito efficaci nei grandi mangiatori. Ormai si usano poco gli interventi malassorbitivi, che riducono l’assimilazione completa dei cibi, perché hanno conseguenze post operatorie pesanti. Assai più diffusa sono le tecniche miste, consigliabili per chi mangia poco ma molto spesso.

Come si fa a indurre per via chirurgica un senso di sazietà?

Una prima soluzione, per chi è a rischio anestesiologico elevato, è il palloncino intragastrico. Perché la persona si senta sazia basta inserirlo nello stomaco e gonfiarlo. Si tratta comunque di una soluzione temporanea, perché dura max sei mesi. Per un effetto a lungo termine si usa invece il bendaggio gastrico: un anello regolabile che viene posto nella parte alta dello stomaco e ne riduce il volume.

E per ridurre sia il volume dello stomaco sia l’assorbimento del cibo? 

Si ricorre a un bypass gastrico. In pratica si divide lo stomaco e lo si attacca all’intestino tenue, escludendo il duodeno. Il ridotto volume gastrico provoca un senso di sazietà mentre risulta ridotta la superficie intestinale in cui la bile e il succo pancreatico si mescolano al cibo rendendolo assimilabile. La grande scoperta, di due anni fa, è che questo tipo d’intervento è anche in grado di curare il diabete.

Per quale motivo?

Si è visto, in un gruppo di persone operate, che il mancato transito del cibo nel tratto duodenale abbatterebbe i meccanismi che provocano la resistenza all’insulina. In futuro si potrebbe dunque ricorrere a interventi di questo genere per gli obesi che soffrono di diabete.

Restrittive o malassorbitive, sembrano operazioni molto pesanti.  obesità ballo

In realtà il trauma è molto ridotto dal fatto che tutti gli interventi sono fatti in laparoscopia, senza aprire l’addome del paziente, il che riduce tanto l’impatto operatorio che il dolore post operatorio. Stiamo poi parlando di operazioni dalla durata limitata: il bendaggio gastrico dura circa un’ora mentre per un bypass gastrico ce ne vogliono tre.

Com’è il vissuto dei pazienti?

Finora abbiamo avuto riscontri molto buoni, anche dal punto di vista psicologico. D’altronde non si deve dimenticare che l’intervento è preceduto da una lunga preparazione e che in ogni caso non stiamo parlando di soggetti che volevano dimagrire un po’ ma di persone obese e dunque di soggetti ad altissimo rischio.

Quali sono i pericoli legati al peso eccessivo?

E’ obeso chi pesa così tanto da vedere aumentato di molto il pericolo di ammalarsi d’infarto, ictus, diabete, ipertensione, artrosi o insufficienza respiratoria. La mortalità per queste affezioni è più alta ed è ridotta l’aspettativa di vita.

Come si distingue chi è obeso da chi è grasso?

L’Organizzazione mondiale della sanità ha indicato dei parametri precisi. Si divide il peso in chili per l’altezza in metri e si ottiene l’indice di massa corporea. Se supera il valore di 40 siamo davanti a un’obesità grave o patologica.

Di recente si è parlato di una sorta di epidemia dell’obesità. I familiari e i gli amici di chi è obeso avrebbero anch’essi la tendenza a pesare a dismisura.

Non ci deve stupire. L’obesità legata a malattie endocrine è rara. Nel 90 per cento dei casi dipende invece da una cattiva igiene alimentare che si propaga in famiglia o nel gruppo amicale con grande facilità. Purtroppo però uscire dal problema non è altrettanto semplice. (prof. Nicolò De Manzini – Chir. Generale Az. Osp. Univ. Trieste)

[5]www.aots.sanita.fvg.it/aots/infocms/RepositPubbl/table29/11/Allegati/obesità.doc

Amiciobesi Associazione   http://www.amiciobesi.it/

Alcuni Professionisti che applicano cure integrate e complementari

Digiuno:

  • Dr. S. Simeone – Roma http://www.digiuno.it/ (vedi scheda medici)
  • Dr. Melleli Roia – Perugia (vedi scheda medici)

Dieta Metabolica:

Alcuni professionisti nei centri di cura convenzionale chirurgia e palloncino:

Dr. Antonio Susa Occhiobello (Rovigo)                          http://www.erobeso.it/dove_e_contatti.html

Clinica Città di Parma – Parma – Dr. De Lorenzis   http://www.dottorgianfrancodelorenzis.it/cv.htm

Dr. A. Giovannelli  Clinica S. Ambrogio INCO (Istituto Nazionale Chirurgia Obesità) Milano

http://www.santambrogio-gsd.it/specialita.php?sc_id=834

Clinica Chirurgica Universitaria – Trieste –  Ospedale di Cattinara – Prof. N. De Manzini, Dr.ssa Palmisano –  Trieste

Ass 2 Isontina  dr. A. Balani Divisione Chirurgia di Monfalcone

 

N.B. Non garantiamo la veracità dei dati forniti dalle varie fonti. Questa informazione non dovrebbe considerarsi come un sostituto della opinione di un professionista in medicina. Non abbiamo intenzione di dare consigli medici specifici, ma di dare informazioni agli utenti perchè possano capire meglio il loro stato di salute e le malattie che siano state diagnosticate. Raccomandiamo agli utilizzatori di visitare un medico adatto per poter ottenere risposte ai dubbi personali.