Scienza e certezze. Dr. Edmond H. Fischer

Intervista a Edmond H. Fischer premio Nobel per la Medicina e Fisiologia nel 1992 . Professore di biochimica all’Università di Washington –  Seattle (da Focus 0ttobre 2012).

…D. Tra i molti settori impegnati nella ricerca, da quali si aspetta maggiori risultati e per quale motivo? 

La ricerca di base è una grande impresa in cui ogni campo è essenziale. Ogni singolo progresso si basa anche su tutti gli altri. Nessuna singola area può essere sviluppata da sola, indipendentemente dalle altre. Ma per risolvere un problema non basta investire milioni di dollari.

Le scoperte non possono essere ordinate o acquistate: semplicemente non c’è modo di prevedere quando e da dove arriveranno i risultati più importanti.

D. Vuole dir qualcosa ai lettori? certezza

Nella scienza, poche sono le cose acquisite per sempre o sono assolutamente definitive. Come disse Einstein: “nessun esperimento potrà mai dimostrare che ho ragione, ma in qualsiasi momento un singolo esperimento può dimostrare che ho torto”. Alcune persone considerano questo elemento di incertezza, di dubbio uno dei principali punti deboli della scienza, uno dei fallimenti. Ricordo uno studente che a un grande meeting mi disse: “voi scienziati non siete mai sicuri di niente: che sia questo l’aspetto sbagliato della scienza?” Gli risposti che per me questo elemento di dubbio è una delle migliori qualità della scienza, la sua vera grandezza. La scienza ci insegna che non esiste una verità assoluta unica e a priori e che c’è sempre la possibilità di avere torto. Se tutti potessero accettare questa premessa, accettare l’idea che potrebbero avere torto, sarebbe la fine di tutte le forme di fanatismo: politico, morale, etnico o razziale, e sopratutto religioso…