“…Perché lo stress inibisce il sistema immunitario? Immaginate di essere sotto una tenda nella savana, con un’infezione batterica e una terribile diarrea. Sentite il rauco ruggito di un leone fuori dalla vostra tenda. Il cervello deve prendere una decisione: quale è la minaccia maggiore? Non vi servirà a molto sconfiggere i batteri se lasciate che il leone vi sbrani.Perciò il corpo interrompe la lotta contro l’infezione e raccoglie energie per la risposta alla fuga…Quando il sistema nervoso riconosce un fattore di stress ambientale, allerta le comunità organismo che ci consentono la fuga (gambe e braccia). Prima di essere inviato alle estremità, il sangue era concentrato negli organi viscerali che vengono inibiti nel loro funzionamento e interrompono le funzioni vitali come digestione, assimilazione, escrezione e altre funzioni collegate alla crescita cellulare e alla riproduzione di riserve di energia nel corpo.

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leone

La seconda protezione del corpo è il sistema immunitario, che ci difende dalle minacce che hanno origine sotto la pelle, come quelle causate da batteri e virus. Quando si mobilita, il sistema immunitario può consumare gran parte delle riserve energetiche del corpo. Quando l’asse HPA mobilita il corpo in una risposta di “attacco o fuga“, gli ormoni surrenali reprimono l’attività del sistema immunitario per conservare energie…

…Perché il sistema surrenalico dovrebbe annullare il sistema immunitario? Immaginate di essere sotto una tenda nella savana, con un’infezione batterica e una terribile diarrea. Sentite il rauco ruggito di un leone fuori dalla vostra tenda. Il cervello deve prendere una decisione: quale è la minaccia maggiore? Non vi servirà a molto sconfiggere i batteri se lasciate che il leone vi sbrani. Perciò il corpo interrompe la lotta contro l’infezione e raccoglie energie per la risposta alla fuga… Una conseguenza dell’attivazione dell’asse HPA è quindi la sua interferenza con la nostra capacità di combattere le malattie. Un’altra è che interferisce con la capacità di ragionare lucidamente. L’elaborazione delle informazioni nella corteccia prefrontale, il centro delle facoltà del ragionamento e della logica, è molto più lenta dell’attività controllata dal romboencefalo. Nelle situazioni di emergenza, il flusso sanguigno e gli ormoni attivano il romboencefalo, la sede dei riflessi di sopravvivenza che controlla il comportamento “attacco o fuga“. Se da un lato è necessario che i segnali di stress si sovrappongano all’attività della mente conscia allo scopo di sopravvivere, dall’altro ciò avviene a prezzo di una minore consapevolezza e una ridotta capacità di ragionamento. (Takamatsu et al. 2003; Arnsten e Goldman-Rakic 1998; Goldstein et al. 1996)…

Il sistema HPA è un meccanismo molto efficiente per gestire lo stress acuto, ma non è concepito per essere attivato in continuazione. Nel mondo odierno, la maggior parte degli stress non si presenta sotto forma di „minacce“ intense e concrete, facili da identificare e a cui reagire immediatamente. Siamo continuamente assediati da una quantità di preoccupazioni irresolubili riguardo la nostra vita personale, il lavoro, la comunità globale lacerata da crisi economiche conflitti e guerre . Questo tipo di preoccupazioni non minaccia in modo immediato la nostra sopravvivenza, ma può attivare ugualmente l’asse HPA determinando una durevole produzione cronica di ormoni dello stress. Per capire gli effetti negativi della presenza prolungata di adrenalina, facciamo l’esempio di una gara di corsa. Gli atleti si dispongono sulla linea di partenza. Al comando “pronti“ i muscoli si contraggono e il corpo inizia a produrre ormoni adrenalinici potenziando i muscoli per „la fuga“. corsaMentre gli atleti sono in attesa del comando „via“ il corpo si tende nell’anticipazione. In una gara normale, la tensione dura solo pochi secondi, prima dell’ordine „via“. Ma nella nostra gara immaginaria questo ordine non arriva mai. Gli atleti rimangono bloccati ai ceppi di partenza, con il sangue pieno di adrenalina e il corpo teso nello sforzo di prepararsi ad una corsa che spesso non avverrà mai. Per quanto in forma siano, nel giro di pochi minuti crolleranno fisicamente. Noi viviamo in un mondo di continui „pronti“, e le ricerche indicano sempre più che il nostro stile di vita basato su un costante stato di allerta ha gravi conseguenze sulla salute. I fattori di stress quotidiano e quelli conservati nelle emozioni del passato mai risolte, attivano continuamente l’asse HPA, preparando il nostro corpo all’azione. Ma, a differenza degli atleti, il nostro stress deriva dalle paure e preoccupazioni croniche … che possono essere reali ma anche solo temute o immaginarie.”

Dr. Bruce Lipton  professore di biologia cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin si è poi dedicato a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. E’ famoso in tutto il mondo per le sue ricerche sulla membrana cellulare.    Tratto da libro La Biologia delle Credenze