Sulla vita e sulla morte … Dr. Alexander Eben

“…Trasmettere la mia esperienza  è piuttosto complesso, come essere uno scimpanzé che diventa uomo per un solo giorno per sperimentare tutte le meraviglie della conoscenza umana, e poi torna dai suoi amici scimmioni e cerca di raccontare loro cosa significa…Noi possiamo vedere soltanto ciò che il filtro del nostro cervello lascia passare. Il cervello – in particolare l’emisfero sinistro logico-linguistico, quello che genera la razionalità e la sensazione di un ego o sè nettamente definiti – è una barriera alla conoscenza e all’esperienza superiori… 

…La scienza – quella scienza cui ho dedicato così tanto della mia vita – non contraddice quello che ho vissuto durante il coma.( “Mi ritrovai in un mondo completamente nuovo. Il mondo più bello e più strano che avessi mai visto… Luminoso, vibrante, estatico, stupefacente…”)  farfalle

Ma troppe persone credono il contrario perchè alcuni membri della comunità scientifica, attaccati ad una visione materialistica del mondo, hanno ostinatamente continuato a sostenere che scienza e spiritualità non possono coesistere…

… Oggi gran parte degli scienziati ritiene che la coscienza umana sia composta da informazioni digitali, cioè dati fondamentalmente dello stesso tipo utilizzati dai computer… La nostra materia grigia modella la realtà esterna trasformando le informazioni acquisite attraverso i sensi in un ricco affresco digitale. Ma le nostre percezioni non sono la realtà, ma solo un modello di essa…

… Per comprendere come il nostro cervello possa effettivamente bloccare l’accesso alla conoscenza di mondi superiori è necessario accettare (almeno ipoteticamente e temporaneamente) che non è il cervello a produrre coscienza. Il cervello è piuttosto una specie di valvola o filtro che riduce la coscienza più grande e non fisica che possediamo … a una dimensione limitata per la durata della nostra vita mortale. Dalla prospettiva terrena questo costituisce un netto vantaggio. Come il cervello lavora sodo in ogni istante di coscienza per filtrare il bombardamento di informazioni sensoriali che ci arrivano dall’ambiente circostante, selezionando il materiale che effettivamente ci serve per sopravvivere, allo stesso modo dimenticare la nostra identità transterrena ci consente  di essere “qui ed ora” in modo assai più efficace… Per gran parte della nostra vita quotidiana riceviamo così tante informazioni che non siamo in grado di assimilarle tutte subito e di agire di conseguenza e quindi essere eccessivamente consapevoli dei mondi al di fuori del “qui ed ora” rallenterebbe ancor di più il nostro avanzamento. Se conoscessimo troppe cose dei mondi spirituali ora, gestire la nostra vita sulla Terra sarebbe una sfida ancor più impegnativa di quanto non sia già…

… Il vero pensiero non è questione di cervello, siamo stati, in parte per merito del cervello stesso, così abituati ad associare la nostra intelligenza con ciò che pensiamo e che siamo, che abbiamo perso la capacità di renderci conto che siamo molto più che semplici cervelli e corpi fisici. Il vero pensiero è pre-fisico.

Questo è il pensiero dietro il pensiero responsabile di tutte le scelte fondamentali che operiamo in questo mondo. Un pensiero che non dipende da una deduzione lineare, ma che si muove veloce come un lampo, stabilendo connessione a diversi livelli. Davanti a questa intelligenza libera e interiore, il pensiero ordinario è terribilmente lento e confuso. E’ questo il pensiero che conquista il pallone nell’area di meta, che se ne viene fuori con una geniale intuizione scientifica o che scrive canzoni e poesie. Il pensiero subliminale che c’è sempre quando ne abbiamo veramente bisogno, ma al quale noi tutti abbiamo perso spesso la capacità di accedere o di credere…

… Io ero la quintessenza del medico disponibile ma scettico. E per essere veramente scettici bisogna prima analizzare qualcosa e prenderla seriamente in considerazione. Ed io, come molti altri medici, non mi ero mai dedicato a esplorare le esperienze pre-morte. Pensavo che erano impossibili. Poi esaminai le cartelle cliniche dei miei giorni di coma: un periodo meticolosamente documentato, fin dai primi istanti. Rividi i miei esami come avrei fatto con qualsiasi paziente, finalmente mi fu chiaro fino a che incredibile livello di gravità fossi arrivato. Fra tutte le malattie, la meningite batterica si distingue per come attacca la superficie esterna del cervello lasciando intatte le strutture interne… E’ la “miglior” malattia che si potrebbe trovare se si volesse simulare la morte di un uomo senza provocarla davvero (anche se di solito è mortale e la verità è che chiunque sia affetto da meningite batterica non torna mai indietro a raccontare la sua storia). Dal punto di vista medico la mia guarigione era assolutamente impossibile un vero e proprio miracolo. Ma la parte più interessante della mia storia stava nel luogo che avevo visitato, e avevo il dovere di raccontarla non soltanto come scienziato, rispettoso del metodo scientifico, ma anche come medico. Perchè una storia, una storia vera, può guarire come una medicina”. 

Dr. Alexander Eben neurochirurgo e professore alla Harward Medical School di Boston. Al suo risveglio è stato costretto a rivedere le sue posizioni profondamente razionali sulla vita e sulla morte: esiste una vita oltre la vita?

Tratto dal libro “Milioni di Farfalle” – 2013